lunedì 6 febbraio 2012

Quando la favola non è a lieto fine: Una serie di sfortunati eventi


Parenti serpenti, dice un detto popolare.
Che si fa vero quando hai uno zio che vuole ucciderti per impossessarsi della tua eredità.
Questo è quello che capita agli orfani Baudelaire, che apprendono la notizia della morte dei loro genitori dal signor Poe, un banchiere che fa loro da tutore sino a quando decide di mandarli a vivere dal Conte Olaf, il loro parente più prossimo, che altra intenzione non ha che ucciderli.
Nel corso del primo libro costringe i giovani Violet e Klaus e la piccola Sunny a fare lavori inutili, chiude Sunny in una gabbia e tenta di sposare Violet.
Per fortuna i suoi piani vengono sventati, ma il conte non si arrenderà così facilmente e nella serie dei tredici libri cercherà in tutti i modi di travestirsi in modo da non farsi riconoscere e raggiungere il suo scopo.
Spietato, non si risparmierà nell’uccidere i successivi tutori dei fratelli Baudelaire, camuffandosi nei modi più impensati.
Gli unici segni per riconoscerlo sono il tatuaggio a forma di occhio su una caviglia e la mancanza di un sopracciglio, tratti che farà di tutto per nascondere.
Per i sfortunati fratelli non ci sarà un attimo di pace, per fortuna ad accompagnarli hanno la loro intelligenza e il loro ingegno.
Violet, la più grande dei fratelli Baudelaire, ha una grande inventiva. Ogni volta che si lega i capelli sta progettando qualcosa che permetterà a lei ed ai suoi fratelli di fuggire da situazioni pericolose.
Klaus è invece un grande appassionato di lettura ed ha una perfetta memoria fotografica, riesce così a ricordarsi qualsiasi cosa legga. Altra abilità che aiuterà i giovani Baudelaire.
Sunny invece, benché così piccola, gioca un ruolo fondamentale. Ed è lei stessa a salvare i fratelli maggiori in più occasioni. I suoi denti saranno coinvolti in molte disavventure e crescendo emergerà la sua attitudine in cucina, dote che li salverà più volte.
L’autore di questa strampalata serie è Daniel Handler, che qui scrive sotto lo pseudonimo di Lemony Snicket.
Tantissime curiosità ci sono su questa serie, che la rendono ancora più affascinante e misteriosa.
Olaf è il contrario della parola falò, infatti nei libri il conte è un piromane folle.
Inoltre il cognome dei fratelli è un riferimento al poeta francese Charles Baudelaire; senza contare i riferimenti ad Edgar Allan Poe e a varie notizie di cronaca del tempo.
Il numero che ricorre in tutti i libri è il tredici.
Tredici sono i libri della serie, tredici sono i capitoli per ogni libro e l’uscita dell’ultimo libro è avvenuta di venerdì tredici.
Senza dubbio è una storia accattivante e fuori dal comune.
Che, con un po’ di sana cattiveria, mostra le abilità di questi tre giovani a cavarsela in ogni situazione.
L’unione fa la forza, ed è proprio rimanendo uniti che alla fine arriveranno ad una sorta di stabilità.
Le vicende dei Baudelaire di certo sapranno catturarvi nella scia di stranezze e ingegnose macchinazioni che accompagnano le loro vicende.
Ricordiamo anche che dai primi tre libri della serie è stato tratto un film nel 2004, diretto da Brad Silberling e con Jim Carrey nel ruolo del conte Olaf, interpretato con una bravura spaventosa e quel tocco di pazzia che solo lui avrebbe potuto rendere in quel modo.
Al film è stato assegnato anche un oscar come Miglior Trucco.
Quindi se cercate una lettura diversa e visionaria questa è la serie che fa per voi, un po’ lunghetta questo è vero, ma con i fratelli Baudelaire non vi annoierete mai.
Parola del Conte Olaf.


1 commento:

  1. mi piace moltissimo questa saga e non vedo l'ora di sapere il seguito! grazie delle informazioni! ^_^ complimenti per l'articolo!

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