giovedì 17 maggio 2012

Intervista ad Alessandra Stara.



Alessandra Stara, è l'autrice di “Chocolate’s Perfume” che parla di Chiara, ragazza che lavora come volontaria in una comunità di recupero per giovani ragazzi provenienti dal carcere. La sua vita scorre normale fino a quando la sua anima angelica incontra l'oscurità affascinante di Gabriele, nuovo arrivato in comunità, un ragazzo con un enorme segreto sulle spalle e un passato tetro che, forse, non riesce o non vuole superare. Tra i due nasce una passione tanto proibita quanto seducente e passionale, che li trascinerà in un vortice del quale sarà impossibile prevedere la fine. La loro storia difficile sarà ostacolata da un ragazzo della comunità, l'antagonista per antonomasia, che cova una segreta attrazione per Chiara. Romanzo d'amore dalle tinte dark, fonde il romanticismo con l'eterno scontro tra bene e male.
Ed ora l’intervista…

1.       Ciao Alessandra, vuoi parlarci del tuo libro “Chocolate’s  Perfume”?
1. Ciao Viky, innanzitutto volevo ringraziarti per l'immensa opportunità che mi stai offrendo, significa molto per me e ne sono davvero onorata! Parlare di Chocolate's Parfume mi rende un po’ nostalgica, è stata la mia grande fuga dalla realtà, in un periodo abbastanza oscuro della mia vita; vivevo per la scrittura, e quando l'idea di "Choco" (il vezzeggiativo affettuoso che sono solita attribuire al mio romanzo) è apparsa nella mia mente non ho esitato un attimo: tutti i personaggi avevano il loro profilo, sia fisico che psicologico. Ero molto ispirata, un colpo di fortuna, diciamo!

2.       Da dove è nata l’idea? Ti sei ispirata a luoghi o persone reali?
2. In quel particolare periodo della mia vita andavo ogni giovedì sera in una comunità per giovani ragazzi, la comunità la Collina, fondata da Don Ettore Cannavera. In quella Comunità i ragazzi che hanno avuto un passato turbolento hanno la possibilità di redimersi, ed è stata da sempre una cosa che mi ha toccato. A quei ragazzi basta offrire un sorriso per creare un piccolo miracolo... così diciamo che osservavo molto le dinamiche di quel luogo, prendevo appunti mentali per una possibile storia... ed è così che sono nati Gabriele e Chiara, senza che me ne rendessi conto ogni volta che andavo in quel luogo così intriso di amore, speranza, ma anche di immensa tristezza, li vedevo lì. Parlavano per me...

3.       Il tuo libro ha qualcosa di autobiografico?
3.No, assolutamente, il mio libro è tutta opera della mia fantasia. 

4.       So che hai vinto anche dei concorsi.
4. Sì, l'anno prima ho vinto un concorso letterario che si era svolto tra gli studenti delle scuole di Cagliari, con una storia semiautobiografica che porterò sempre nel mio cuore. Significa molto per me, ancora oggi... 

5.       La storia è voltata al drammatico. Come mai questa scelta?
5. ahah, beh, diciamo che io sono un'amante delle storie d'amore tragiche! Non so perché, mi attirano gli amori impossibili, è come se ardessero di un fuoco e di una determinazione particolari. Il drammatico, l'oscuro, il tragico: per me si mischiano con le lacrime, con l'angoscia, creando un sentimento indefinito e potente, qualcosa alla quale non posso resistere, sempre in termini di scrittura. Trovo che per me sia più facile esprimere il dolore, che la felicità.

6.       Prima di “Chocolate’s  Perfume” avevi scritto altro?
6.Sì, ho sempre scritto a più riprese, da quando ho memoria. La scrittura, sebbene in certi periodi della mia vita sia stata totalmente assente per mancanza di ispirazione, è sempre stata una delle mie più grandi passioni. Ho scritto il mio primo diario all'età di sette anni, il mio primo racconto a dieci anni, e poi ho proseguito con un racconto semiautobiografico che ho più volte riscritto. Per ora sono ferma, sto aspettando un periodo un po’ più tranquillo per riprendere in mano la penna!

7.       E ora hai nuovi progetti?
7. Sì, ho in porto da qualche anno un romanzo a quattro mani con una mia carissima amica. In questo momento siamo ferme, ma contiamo di rimboccarci le maniche al più presto.

8.       Come sono stati i contatti con la casa editrice?
8. Beh... diciamo che avrei dovuto osare di più. Ho contattato solo case editrici minori, per paura che le case editrici come la Mondadori o Einaudi non avrebbero nemmeno risposto, gettando il manoscritto nella spazzatura. Così mi sono affidata a una casa editrice a pagamento: l'unica speranza per potere essere pubblicati in questo Paese se si possiede un cognome sconosciuto e si vuole credere nella meritocrazia.

9.       Che progetti hai per il futuro?
9. Ahaha, l'unica cosa che per me ora conta è lo studio! Oddio, non voglio passare per secchiona, però è vero! Sto cercando di costruirmi un futuro e di raggiungere i miei obiettivi, concretizzando i miei sogni. Con qualche anno di ritardo, ma l'importante è riuscirci, no? Poi, ovviamente, conto di scrivere qualcos'altro, appena avrò la mente libera.

10.   Che consigli daresti a chi vuole scrivere?
10. Che consigli do? Beh, sicuramente di leggere tantissimo. I libri sono fondamentali per poter sviluppare un'ottima grammatica e un'ottima sintassi; sono un nutriente per l'anima stessa. Penso che scrittori si nasca, non lo si diventi. La vera passione per la scrittura è qualcosa che hai dentro, nel sangue, nelle ossa... dappertutto. Non ci si improvvisa scrittori da un giorno all'altro! 
Cosa fondamentale: osate, sempre. Non fermatevi MAI alle case editrici a pagamento. Sono certa che la perseveranza prima o poi verrà ripagata.

11.   Ci lasci con una frase del tuo libro?
11. "Mi chiamo Gabriele" disse soltanto. Si raddrizzò, lasciandomi lì, implorante, con il suo giubbotto nero in pelle sulle mani. Si allontanò e varcò la porta. 
Si chiamava Gabriele.
Un demone con il nome di un angelo...


Originariamente apparsa sulla rivista online "Stella Magazine": Link Stella Magazine n°2.

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