venerdì 7 dicembre 2012

Fortuna. il buco delle vite.


Quante vite viviamo davvero nella nostra esistenza?
Fortuna ne vive ben tre, tre vite segnate dalla sofferenza e da continue prove.
Tre vite in cui si è sempre rialzata nonostante tutto.
Lei che fortunata non è di certo, nata con un grave problema alla colonna vertebrale e non accettata nemmeno dalla madre, forse troppo giovane per capire.
Un libro che tratta diversi argomenti, dall'emarginazione, alla miseria, alla morte.
Senza far mancare l'amore.
Ciò che più stupisce è la forza di Fortuna, immensa come il dolore che ha dovuto provare.
Un romanzo davvero meraviglioso e toccante.
Un libro che ti entra dentro e che non puoi fare a meno di leggere tutto d'un fiato.

Trama: Quando ci si accorge di essere vicini alla morte è quasi inevitabile tentare di fare un bilancio della vita che si è vissuta.
Ed è proprio quello che tenta di fare “Fortuna”, la protagonista di questo romanzo mentre uno strano individuo, che assomiglia spudoratamente a un etereo angelo del Signore, la sta accompagnando verso il cortile dove verrà eseguita la sua condanna a morte. Soltanto che, a differenza di altri, Fortuna deve cercare di tracciare il bilancio di ben tre vite. È impossibile vivere tre vite completamente diverse l’una dalle altre? La storia di Fortuna ne è un raro esempio.

L'autriceJolanda Buccella nasce il 28 giugno del 1980 in un minuscolo paesino della provincia di Salerno.
Adora scrivere da quando ha imparato a farlo, divora libri, ha pianto senza ritegno quando ha letto per la prima volta UN UOMO di Oriana Fallaci, dipinge ed è una tifosa sfegatata del Milan.

E ora l'emozionante l'intervista all'autrice Jolanda Buccella!

Ciao Jolanda. Benvenuta nel blog :) 

1.       Vuoi raccontarci qualcosa di te?
Ciao Viky e grazie a te per avermi ospitato sul tuo blog. Sono una giovane donna che spera di avere la fortuna di fare un lavoro che ama, ho un carattere piuttosto spigoloso, mi concedo poco alle persone perché prima ho bisogno di studiarle e capire se mi posso aprire, adoro il milan, la mia numerosa famiglia che vive in provincia di Salerno e sono golosissima dei magnifici dolci che prepara mia madre, mi mandano praticamente in estasi e da questo si deduce che non potrei mai sfilare su una passerella di Milano o Parigi durante la settimana di moda.

2.       Fortuna – il buco delle vite” è il tuo primo romanzo, com’è nato?
Sì, Fortuna, il buco delle mie vite è il mio primo romanzo, ricordo soltanto che è nato durante un’afosa notte d’estate del 2007 in cui non riuscivo a prendere sonno, per il resto non ho pianificato niente, ho lasciato alla mia fantasia la facoltà di esprimersi pienamente e indipendentemente dalla mia  volontà.

3.       Dalla tua biografia e dai toni del romanzo traspare molta sofferenza, le sensazioni provate da Fortuna sono in un qualche modo anche le tue?
Credo che la sofferenza faccia parte della vita di ogni essere umano, se non avessimo qualche momento di sofferenza, molto probabilmente non riusciremmo a gioire di tutte le cose belle che ha da offrirci la vita, perciò sì alcune delle sensazioni che ha provato Fortuna sono state anche mie in passato.
4.        C’è qualche vicenda nel romanzo che è autobiografica?
L’inquietudine che prova la protagonista del mio romanzo nella prima parte della storia, quando è adolescente e fa fatica ad accettare il suo corpo perché lo trova goffo ed enorme, anch’io da ragazzina non mi sono sentita particolarmente attraente e ho vissuto dei mesi molto difficili.

5.       Che messaggio speri di lanciare con il tuo libro? Che emozioni vorresti suscitasse nel lettore?
Jolanda Buccella
Nonostante la tragicità degli eventi che viene narrata nel mio libro dall’handicap fisico, all’anoressia fino ad arrivare al genocidio dei tutsi del 1994, mi piacerebbe che Fortuna potesse lanciare un messaggio positivo, perché nonostante tutto lei è una donna forte che ogni volta riesce a rinascere dalla sue ceneri proprio come un’araba fenice e a lottare contro il destino avverso per afferrare la sua  briciolina di felicità. Vorrei che i miei lettori capissero quanto sia difficile la vita di chi viene considerato  “diverso” dalla società, vorrei  che si rendessero conto che a volte la diversità è un valore aggiunto e non un qualcosa da disprezzare.

6.       Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Credo che faccia parte di me da sempre, è una dote naturale che non ho fatto niente per meritare e che cerco di coltivare ogni giorno per migliorarmi sempre di più.

7.       Un’altra tua grande passione è la pittura, strumento di sfogo per te, vuoi parlarcene un po’? Ci puoi far vedere una tua tela?
Questa passione invece credo di averla ereditata in qualche modo da mia madre che da ragazza ha frequentato il liceo artistico, ho trascorso la mia infanzia tra i suoi meravigliosi dipinti a olio su tela e i suoi libri di storia dell’arte da cui ho imparato ad apprezzare artisti  straordinari e inimitabili come Caravaggio e Picasso. Io sono una semplice dilettante, quando non riesco a esprimermi con le parole mi chiudo in un piccolo stanzino e imbratto qualche tela. Mi piacerebbe molto mostrarvi qualcosa, ma da qualche mese mi sono trasferita a Milano e nel mio minuscolo monolocale di 35 metri quadrati non c’è abbastanza spazio per contenere tutte le mie passioni!

8.       Quali sono gli scrittori e le letture che ami maggiormente?
Il primo libro impegnativo che ho letto è stato Anna Karenina avevo appena undici anni ma me ne sono innamorata a tal punto che poi non ho più smesso di leggere i grandi classici della letteratura europea. Ho tantissimi libri che mi porto volentieri nel cuore da Cime tempestose a Un uomo di Oriana Fallaci, però non disdegno i giovani emergenti come me. Detesto chi afferma di leggere soltanto i classici, credendosi un gradino superiore rispetto a tutti gli altri lettori, penso che sia giusto dare spazio e leggere anche chi si affaccia per la prima volta a questo complicato mondo, altrimenti , dopo aver letto tutti i classici del mondo, potremmo dichiarare definitivamente morta la letteratura.

9.       Ora stai scrivendo altro? Hai qualche nuovo progetto?
Ho mille progetti, non potrei vivere senza averne. Scrivere per me è diventato fondamentale, anche se dopo il lungo e faticoso lavoro che mi ha richiesto Fortuna, ho avuto bisogno di staccare un po’. Però ora sono tornata carica e piena di idee, sto cominciando a mettere giù il mio secondo romanzo e spero che mi possa regalare le stesse emozioni del primo.

10.   Hai mai pensato di fondere la passione della scrittura con quella dell’arte?
Credo che sarebbe un’idea fantastica. Ci sono tanti pittori che hanno avuto delle vite affascinanti dalle quali potrei trarre spunto per costruire una bella storia, vedremo… tanto ho ancora molto tempo davanti a me per scrivere e inventare personaggi bizzarri.

11.   Come vorresti essere tra dieci anni?
Tra dieci anni mi piacerebbe vivere in una piccola casetta in riva al lago di Como  con un compagno affettuoso, un paio di marmocchi rompiscatole e un bel cagnolone a cui aggrapparmi nelle tempestose serate invernali. Inoltre, vorrei continuare a scrivere e avere un piccolo gruppo di affezionati lettori che continuano a riconoscersi e ad emozionarsi nelle lettura dei miei libri.

Grazie per l’intervista, ti auguro solo tanta fortuna!

Grazie a te per le tue belle domande :)




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