sabato 22 dicembre 2012

Natale d'autore "Natale nuovo" di Nadia Boccacci.

Siamo giunti al terzo appuntamento con i racconti delle nostre amate autrici, il Natale è ormai alle porte.
Spero che vogliate passarlo con noi. 
In compagnia dei nostri articoli e dei nostri racconti.
Oggi ci avviciniamo al Natale con un racconto della bravissima Nadia.
Ricordo che le bellissime copertine dei racconti sono realizzate dalla grafica e web designer Jess Boi.
Non mi resta che augurarvi buona lettura.


Natale nuovo





La città si era già riempita di luci natalizie e di vetrine colorate, nonostante fosse soltanto la fine di novembre. Ai lati di ogni negozio delle vie centrali troneggiavano festanti abeti addobbati elegantemente, con palline bianche e spruzzi dorati.
Li guardavo con ammirazione e mi immaginavo che uno di quelli avrebbe fatto una bella figura anche nel salotto di casa mia, al posto del solito albero carico di mille palline dai colori variopinti, nastri argentati e lucine intermittenti dello stesso tipo.
Elegante, invece che caotico e disordinato, sarebbe stato davvero bellissimo.
Mi chiedevo perché, poi, ogni anno non riuscissi a fare a meno di riempire il mio albero natalizio di una marea di addobbi, quando poi l’effetto finale non mi piaceva del tutto. C’era qualcosa che non andava in quell’ammasso sconsiderato di nastri, palline e fili argentati…
Ma mi convincevo rispondendo a me stessa che, se pur confusionario, era pulsante di vita, caldo e coinvolgente, traboccante di atmosfera natalizia.
Gli eleganti abeti che colpivano tanto la mia attenzione erano invece estremamente freddi e lontani. Belli senz’anima, in definitiva. E poi ai bambini non sarebbero mai piaciuti. Senza colori scintillanti non avrebbero mai saputo far esplodere la loro immaginazione. I colori, si sa, sono il sale della vita e colpiscono in profondità le menti straordinarie dell’infanzia.
Non mi aspettavo, però, che Giada se ne uscisse con quella frase, facendomi precipitare nell’abisso del dubbio.
-Mamma, perché mi hai detto una bugia? Babbo Natale non esiste.-
Lo disse con una  voce triste e interrogativa che mi ferì nel profondo. I suoi occhi erano una cornice dolorosa a quella domanda pungente.
Voleva sapere perché continuassi a mentirle su una cosa che non aveva senso e che tanto avrebbe scoperto, prima o poi. Era arrabbiata, oltre che delusa, con i suoi sei anni che le andavano stretti e il  desiderio intrinseco di scoprire le verità del mondo.
Io non seppi dare una risposta. Rimasi in silenzio, sbigottita, mentre gli occhi indagatori di mia figlia si incollavano con forza sui miei, vacui e interrogativi. Sentivo quella domanda pesarmi sul petto come un macigno.  In realtà non avevo mai pensato troppo a quella menzogna, l’avevo detta e basta, come tutti, del resto.
Quale genitore non racconta ai propri figli la storia di Babbo Natale che porta i doni ai bambini buoni?
 Quante madri ci costruiscono sopra un’assurda linea educativa, con tutte le minacce del caso… -Se non sei bravo, Babbo Natale non ti porta niente!!  Babbo Natale ti vede, se fai i capricci e ti comporti male, ti porta il carbone!!-
Io non avevo fatto questo, non mi era mai piaciuto e detestavo chi andava in quella direzione, cospargendo l’infanzia di storie su orchi e draghi nascosti per casa, pronti ad agguantare il bambino disobbediente o capriccioso.
Ma avevo anch’io raccontato ai miei figli che Babbo Natale arriva di notte, avvolto nell’oscurità, con le sue renne volanti,  e porta tanti bei regali ai bambini di tutto il mondo. Che fiaba meravigliosa!
E che bello vedere gli occhi infantili incantarsi di fronte a queste parole.
Spesso non si pensa al dopo, al poi, a quando scopriranno che non è vero.
Ci convinciamo che è una fase della vita: pensiamo che succederà gradualmente, quando saranno più grandi e non ci saranno complicazioni.
Ma Giada aveva scombinato ogni ragionevole previsione.
A soli sei anni aveva scoperto la verità dalla bocca famelica del fratello maggiore di una sua amichetta.
E lei, lungi dal porsi dei dubbi, dalla nuvola nebulosa della sua infanzia, aveva estrapolato la storia vera  dall’equilibrio traballante su cui era posta quell’enorme bugia.
Il suo spirito critico era straordinario, per la sua età, e il mio stupore indescrivibile.
Mi chiedevo come avrei potuto rimediare.
Cominciai col chiederle chi le avesse raccontato una cosa del genere e… poi le dissi semplicemente :        -Babbo Natale esiste solo per chi ci crede.- Furono le uniche parole che uscirono dalle mie labbra. Lentamente, quasi come se non fossi sicura di volerle pronunciare davvero.
La mia risposta non le piacque.  -Una cosa esiste, oppure non esiste.- ribatté con un tono adulto.
Mille domande invasero la mia mente sbigottita. Mi dispiaceva enormemente di aver deluso mia figlia, avendole fatto supporre che mi divertissi a dire bugie. Proprio non riconoscevo nella dolcezza della sua età la forza delle sue parole. A volte i figli crescono in fretta.
Ma avrei strozzato quello stupido tredicenne che aveva infranto i sogni di una bambina.
Lei continuava a guardarmi con tristezza, mentre il fratellino le era accanto e cercava di capire qualcosa dalle frasi nebulose che intercorrevano fra noi.
Tommy, con i suoi tre anni , era decisamente troppo piccolo per essere derubato di quella dolcissima bugia e sperai di riuscire a lasciarlo nelle sue tenere convinzioni di bambino. Abbracciai Giada e le accarezzai i capelli, la strinsi forte a me e le sussurrai all’orecchio che le volevo il bene più grande del mondo. Lei ricambiò l’abbraccio con dolcezza e sentii le sue lacrime calde che mi bagnavano il collo.
Percepii il fragore di quella scoperta nei singhiozzi che scuotevano ritmicamente il suo corpicino.
Le presi il viso tra le mani e la guardai negli occhi, cercando di calmarla.
-          Non piangere, tesoro. Mamma e papà ti vogliono tanto bene…
 E non è vero che Babbo Natale non esiste proprio del tutto… Esiste nei nostri sogni, nella nostra fantasia, in un mondo magico e parallelo che ognuno di noi può costruirsi, almeno una volta all’anno.-
Il volto di Giada sembrò illuminarsi. Le lacrime scomparvero lasciando il posto all’accenno di un sorriso.
-          Ho capito, mamma. È perché io sono grande! Non lo dirò a Tommy, lui è piccolo.-

In un attimo aveva compreso l’essenza della dolce fiaba che allietava la festa natalizia.
E aveva intuito che diventava falsa solo nel momento in cui il bambino non era più tale. E lei era cresciuta davvero in fretta.
I suoi occhi arrossati dal pianto erano di un verde acceso, ora, e mostravano una gioia ritrovata.
E le sue parole rivolte al fratellino furono di una dolcezza straordinaria: - Tommy, dobbiamo preparare i biscotti per Babbo Natale, la sera della vigilia, perché lui è stanco e ha fame… Deve viaggiare per l’intera notte e portare i regali a tutti i bambini del mondo… -

                                                  * * * * * 

L'autrice: Laureata in Lingue e Letterature Straniere moderne, insegna italiano e inglese in una scuola primaria.
Nel 2011 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Uno sguardo perso nel vuoto”. In seguito la sua seconda pubblicazione “In viaggio con te”, con la Butterfly edizioni, libro emozionante e commovente.
Alcuni dei suoi racconti compariranno nelle antologie "Sussurri dal cuore... e dalle tenebre" e "Impronte d'amore".

7 commenti:

  1. davvero un bellissimo racconto! complimenti Nadia!

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  2. Come sempre introspettiva e toccante. Ah, se tutti ci ricordassimo del PIACERE della festa! Auguri!

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  3. Complimenti vivissimi Nadia, un racconto reale che incarna tanta famiglie alle prese con i propri figli e con la fantasia del Natale. Ammetto che non riesco a frenare le lacrime, ma non solo per il racconto che è molto commovente, ma anche perchè quest'anno è il primo anno che non passo con mia figlia (per motivi suoi di riabilitazione e di salute, e ne sento enormemente la mancanza). Comunque voglio aggiungere che Babbo Natale, per molti sarà anche una storia, una leggenda, ma lui vive sopratutto in ognuno di noi, allietando e alimentando la nostra fantasia e la speranza nella positività e la gioia. FACCIO A TUTTI TANTISSIMI AUGURI DI BUONE FESTE.. <3

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  4. Grazie infinite a tutte voi e... Buon Natale!!

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  5. Malia, mi dispiace molto per tua figlia, immagino cosa possa essere per te il Natale senza di lei...
    Specialmente sapendo che non c'è per motivi di salute. Un bacio grande e un abbraccio.

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  6. Questo racconto mi ha ricordato una cosa simile vissuta quando ero piccola!;-)

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  7. Simile vicenda riguardo la fiaba natalizia, Argeta?

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