giovedì 27 dicembre 2012

Recensione di “C’è da giurare che siamo veri” di Vincenzo Calò

Recensione a cura di Monica Finotello.



“C’è da giurare che siamo veri” di Vincenzo Calò, prospettiva in rima di come l’aspetto di noi stessi, giunge agli altri e come, pur di farci accettare dalla comunità, siamo disposti a camuffare e cambiare il nostro vero io. Non solo per timore di non essere accettati per ciò che siamo, ma anche per seguire la massa. Senza pensare che noi siamo i primi a non accettarci. Nessuno è perfetto e tutti abbiamo sia pregi che difetti, ma l’importante è sempre inseguire i propri sogni, rimanendo se stessi e con i propri ideali. Spesso ci nascondiamo dietro volti fittizi, camuffando il nostro vero volto, per paura di essere delusi o deludere. Ma così facendo innanzitutto deludiamo noi stessi. Ci rintaniamo nel nostro solitario mondo, fatto solo di illusione e poche certezze. Persino un semplice “ti amo” perde di significato, perché detto troppo facilmente. Invece di trarre insegnamento dalle avversità e dagli ostacoli, ci chiudiamo sempre più in noi stessi, non vedendo le nostre reali potenzialità e quanto realmente valiamo. Il libro di Vincenzo Calò, è da leggere con calma ma è talmente scorrevole che si procede spediti. Consiglio a tutti di leggerlo, vi rispecchierete molto nelle sue righe. 


Quella di Calò è una raccolta di componimenti poetici che non cedono alla logica, hanno la voce degli interrogativi pressanti e rincorrenti in ognuno di noi, come domande senza risposta che non smetteremo mai di porci. Ambientati in una modernità afflitta dal consumismo, dall'indifferenza e dai valori che facilmente si perdono. 


L'autore: Vincenzo Calò nasce a Francavilla (Brindisi) nell’82. Diplomato come ragioniere, ha al suo attivo, diversi riconoscimenti letterari e in campo giornalistico cura diverse rubriche non che ha altrettante collaborazioni sia con testate giornalistiche che on-line. Cura anche recensioni e articoli. Si è anche cimentato con rappresentazioni teatrali e musicali. Ha partecipato come comparsa anche in due film e, ha contribuito alla scenografia di un film inedito. Vi auguro buona lettura. 

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