giovedì 17 gennaio 2013

Intervista a Marta Palazzesi, la principessa dei demoni.

Oggi ho il piacere di ospitare Marta Palazzesi, autrice de "Il bacio della morte", in uscita nelle librerie proprio ieri 16 gennaio con la casa editrice Giunti.
Un'uscita attesa da tantissimi lettori che si sono appassionati grazie alla trama.
Ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con Marta, una persona davvero alla mano e molto disponibile, nonché simpatica e sempre pronta a interagire con i lettori.
Ha risposto alle nostre domande, andiamo a conoscerla meglio!



Ciao Marta, grazie di essere con noi.
Grazie a voi per avermi contattata e avermi proposto questa intervista! Mi fa davvero molto piacere.

1. Ti va di parlarci un po’ di te?
Vediamo… Marta Palazzesi, 28 anni, origini toscane, milanese d’adozione, con una passione sfrenata per i romanzi storici (più sono lunghi meglio è) e per gli YA. Amo i dolci – dove ci sia almeno un po’ di cioccolato, altrimenti non sono degni di essere chiamati tali – e ho da poco scoperto la musica Indie.

2. Proprio in questi giorni sta uscendo il tuo primo libro “Il bacio della morte”. Sei emozionata?
Moltissimo! In realtà chi mi vede pensa che non lo sia perché dall’esterno sembro molto calma e tranquilla, ma la verità è che ancora non ho realizzato quello che mi sta accadendo. Ieri ho visto Il bacio della morte in Feltrinelli – una delle più grandi di Milano, tra l’altro – e mi sono ritrovata a fissare il nome sulla copertina, ripetendo: “Sei tu, sei tu, sei tu, sei tu.”
Non so cosa abbiano pensato le persone attorno a me, sembravo in trance, credo.

3. Com’è nata l’idea per questo romanzo?
È nata un pomeriggio mentre mi trovavo a Londra. Avevo deciso di adottare la filosofia degli inglesi di uscire di casa senza ombrello, solo che loro davvero camminano tranquillamente sotto la pioggia, mentre io, da brava italiana, alla prima goccia mi sono rifugiata in una caffetteria. Avevo il mio pc e degli appunti su cui stavo ragionando da tempo, e a poco a poco ho messo insieme il tutto e ho dato vita a Thea e alle sue avventure.
Volevo scrivere uno YA con una protagonista di 18 anni, quindi verso la fine dell’adolescenza, e che cercasse di staccarsi dalle dinamiche più comuni (la protagonista si trasferisce in un paesino sperduto e conosce “lui”, che sembra umano ma non lo è), ambientato in una regione dell’Est Europa. Volevo che l’azione avesse un ruolo importante in tutta la storia e che la parte romance fosse sì presente ma allo stesso tempo non fosse il perno attorno al quale ruotasse tutta la vicenda.
Spero di essere riuscita nel mio intento di dare vita a qualcosa di interessante.

4. La protagonista di un romanzo è Thea, una ragazza che ha il potere di creare i sogni. Com’è nato questo personaggio? Ti somiglia?
Thea è nata dal mio desiderio di mettere in campo un’eroina battagliera e molto ironica, che andasse a rimpolpare la schiera di protagoniste “toste”. Non ho nulla contro le protagoniste “delicate” e romantiche, sia chiaro, ma Thea è stato un personaggio irresistibile da creare.
Anche io come lei sono molto ironica e determinata (se decido di fare una cosa, non mi ferma nessuno), ma per il resto non ci sono molti punti di contatto fra di noi. La sua ostinazione spesso raggiunge traguardi davvero imbattibili, e non dà la minima importanza alle regole e all’autorità in generale, soprattutto se crede di essere nel giusto. Un aspetto di lei che mi piace particolarmente è il valore dato alle amicizie. Ecco, in questo siamo simili.

5. Come nasce la tua passione per la scrittura?
Sono stata folgorata dalla lettura di due libri di quella che è stata l’autrice di riferimento della mia infanzia, Bianca Pitzorno. Avevo otto o nove anni quando ho letto Ascolta il mio cuore e Polissena del Porcello. È stato lì che ho capito di volere fare proprio quello, raccontare storie. Ho iniziato così a riempire quaderni e quaderni di favole e racconti, spesso ispirati a libri assolutamente fuori dalla mia portata considerata l’età che avevo. Uno dei miei primi tentativi è stato una sorta di “sequel” de Le Nebbie di Avalon… Vi lascio immaginare come possa essere andata. 

6. Quali sono i libri e gli autori che hanno avuto maggior influenza su di te?
Ho sempre letto di tutto – dai fantasy vecchio stile agli urban fantasy, dai romanzi gotici ai thriller svedesi – con una particolare predilezione per YA e romanzi storici. Ho cercato però di trovare la mia storia e la mia voce senza farmi influenzare da altri autori, non in modo volontario, almeno. Penso infatti che scrivere sia il risultato di tutto quello che si ha avuto modo di vedere, leggere e sentire. Quindi ogni singolo autore che ho letto, a modo suo, mi ha aiutata ad arrivare fin qui.

7. Com’è stato il processo attraverso la pubblicazione?
La chiamata da parte dell’editore è arrivata dopo due settimane dall’invio del manoscritto tramite e-mail.  All’inizio non riuscivo a crederci, è stato solo a metà telefonata che ho iniziato a capire che fossero davvero intenzionati a pubblicarmi! Una volta presi gli accordi, ho iniziato a rivedere il testo con l’editor che mi è stata “affidata”, con cui mi sono trovata benissimo! I suoi consigli sono stati preziosi, e non ci siamo trovate in disaccordo nemmeno una volta. Un po’ perché non abbiamo modificato in modo sostanziale nulla, un po’ perché lei è una persona davvero molto competente e piena di consigli e suggerimenti talmente utili che sarebbe stato stupido da parte mia non prenderli in considerazione!
Alla fine è stata proprio lei a frenarmi e a dirmi che il testo andava ormai benissimo. Se fosse per me probabilmente lo starei ancora rivedendo.

8. Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa via?
Di avere pazienza e di non scoraggiarsi. Spesso non si viene contattati non perché la storia proposta non sia interessante o ben scritta, ma perché non fa per l’editore. Bisogna scrivere la storia giusta nel momento giusto per l’editore giusto, e per questo non c’è una regola, gioca molto la fortuna. Sicuramente però una lettera di presentazione ben pensata può aiutare, così come studiare il catalogo dell’editore a cui si vuole mandare la proposta. Per esempio, io avevo notato che nel catalogo Giunti Y i demoni non fossero presenti, e ho puntato su di loro anche per questo motivo. 

9. Hai in mente altri progetti?
Uh, sì, tantissimi! Ma adesso voglio concentrarmi principalmente su La Casa dei Demoni e lasciare l’idea per il prossimo libro da parte, lavorandoci quando ho bisogno di staccare un po’ da Thea e i suoi amici. Sicuramente continuerò nel solco YA, ho svariati progetti in mente ma, come ho detto, per ora è bene che mi focalizzi sui nostri demoni.

10. Come ti vedi tra dieci anni?
Nei miei sogni più sfrenati immagino la mensola della libreria dedicata ai miei libri bella piena! Per il resto… mi vedo come ora, felice di fare quello che faccio e sempre più motivata a migliorarmi.

Grazie per aver risposto e in bocca al lupo per tutto J
Grazie ancora voi e crepi il lupo! ;) 


Trama: Quando hai diciotto anni, vivi nelle remote foreste della Romania e il tuo unico obiettivo è dare la caccia alle spietate creature che popolano il Mondo Sotterraneo, non puoi permetterti distrazioni. E questo Thea lo sa molto bene. Abile mezzo demone dotato del potere dei sogni, è una ragazza ribelle e irriverente. Ma quando riceve il pugnale con cui cacciare gli Azura, è più che determinata a impegnarsi fino in fondo negli allenamenti che la renderanno ufficialmente una Cacciatrice, mettendo da parte tutto il resto. Però non sempre le cose vanno come previsto e Thea si ritrova costretta non solo a combattere contro un nemico infido e crudele, ma anche a resistere al costante impulso di azzuffarsi col padre, dal quale ha ereditato i poteri da Incubo. Ma soprattutto deve cercare di contenere l’attrazione per il nuovo compagno di caccia, un affascinante mezzo Succubo dal passato oscuro. Inaspettate rivelazioni e inquietanti avvenimenti sconvolgeranno pericolosamente la vita di Thea, divisa tra il desiderio di seguire chi ama e compiere il proprio dovere. 

Potete leggere il primo capitolo QUI.



1 commento:

  1. wow bellissima intervista e intrigante storia, grazie e complimenti all'autrice e all'intervistatrice.

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