lunedì 21 gennaio 2013

Super Intervista a Barbara Baraldi in onore dell'uscita di Striges!


In onore dell'uscita in libreria di Striges, da domani in libreria, abbiamo l'onore di ospitare nel blog Barbara Baraldi!
Ciao Barbara. Benvenuta sul blog! È un onore averti qui.
1. Ti va di parlarci un po’ di te?
Non sono molto brava a parlare di me. Preferisco che siano i miei romanzi a farlo al posto mio. Ho una passione viscerale per la lettura e amo raccontare storie. Ho iniziato a farlo per i miei fratelli quando erano piccoli, e non ho più smesso. Per me, scrivere è un bisogno fisico, un’urgenza. In effetti, ho un’idea molto romantica della scrittura.
2. Il 22 uscirà il tuo nuovo romanzo “Striges”. Com’è nata l’idea per questa storia?
È una storia che è germogliata dentro di me nell’arco di tanti anni. Sono partita dalle leggende e dai racconti popolari che mi raccontava mia nonna da bambina e le ho trasfigurate mescolando la tradizione magica italiana, alla mitologia celtica e l’antica religione. Volevo narrare la storia di un amore impossibile, ma che riesce a superare le barriere del tempo. E se una strega si innamorasse di un Inquisitore? Questa è stata la domanda da cui è scaturito il romanzo.
3. Come mai la scelta dei gigli per la copertina?
Non ho scelto personalmente la copertina, ma quando l’ho vista per la prima volta non ho potuto fare a meno di dire: “Wow!”. Penso racchiuda perfettamente le atmosfere del romanzo e i gigli si sposino con il carattere della protagonista, perché simboleggiano la purezza ma anche la forza interiore.

4. Quanto di te metti nei personaggi che descrivi e nella storia?
Regalo a ognuna delle mie protagoniste una caratteristica che mi appartiene. Ma si tratta sempre di un piccolo dettaglio. Quando scrivo, i personaggi escono prepotentemente dalle pagine e si appropriano delle loro caratteristiche, vizi e virtù al punto che a volte penso che esistano già in una dimensione parallela e il compito dello scrittore, al pari di un medium, sia quello di portarli nella nostra realtà, tramite le pagine dei libri.
Barbara Baraldi
5. In passato hai scritto sotto pseudonimo, da dove deriva questa scelta?
Forse per timidezza. La scrittura è una cosa molto intima e avevo bisogno di un nome feticcio, dietro cui celare la mia vera essenza. Avevo scelto il nome Luna, in omaggio al pianeta simbolo della donna, sempre mutevole e misterioso.
6. Non possiamo non parlare di “Scarlett”. Siamo tutti in attesa del seguito. Ci puoi dire qualcosa?
La storia è già dentro di me. Posso anticiparvi che sarà ancora più forte dei capitoli precedenti perché i personaggi sono cresciuti e le battaglie che dovranno affrontare sempre più feroci. Sarà dedicato molto spazio al personaggio di Ofelia, la ragazza pantera, e questa volta Vincent sarà messo a dura prova. Per quanto riguarda Scarlett, mai come in questo episodio dovrà combattere per salvare il suo amore e tutto ciò a cui tiene.
7. Avresti mai pensato che il tuo successo avrebbe toccato vette così alte, portandoti anche all’estero?
Forse nei miei sogni. E penso fermamente che credere in un sogno sia il primo passo per cercare di realizzarlo.
8. Come ti piace scrivere? Con un sottofondo musicale, una tazza di the o come?
Scrivere per me è essenziale, come respirare. A volte ascolto musica di sottofondo, a volte lo faccio circondata dal più completo silenzio. Certe volte mi preparo un tè alla vaniglia, altre preferisco una cioccolata calda. Scrivo tutti i giorni.
Tributo di Paolo Barbieri a Barbara,
raffigurata come Cleopatra.
9. C’è uno dei tuoi scritti a cui sei particolarmente legata?
Oggi, posso risponderti Striges. Contiene riflessioni su tematiche a me care come l’importanza della memoria, le conseguenze delle nostre azioni sulla vita degli altri e la lezione che possiamo imparare dalla Storia. Gran parte del percorso di Zoe, la protagonista, è diretto verso l’accettazione di sé e della propria diversità. Inoltre è stato scritto in un momento molto difficile della mia vita. Parte della stesura, coincide infatti con il terremoto che ha sconvolto la mia terra lo scorso maggio. Ho finito il romanzo tra l’auto e la tenda e devo dire che mi ha aiutato molto. Riuscivo a fuggire da tutto quel dolore, dalla paura. Scrivere mi portava lontana. Ricordo in particolare la prima notte fuori casa, senza ancora una sistemazione. Ci eravamo accampati in auto e le scosse erano continue. Con la pioggia che batteva sul parabrezza, ho scritto fino alle prime luci di un’alba livida. Spero di essere riuscita a canalizzare tutte le emozioni forti di quei giorni nelle mie parole. Ma ora più che mai posso dirlo, la scrittura può salvarti, prenderti e portarti via.
10. Com’è nata la tua passione per la scrittura?
È nata insieme a me, fa parte di me.
11. Quali sono i libri e gli autori che più ami?
Sono tantissimi. “L’amante” di Marguerite Duras, “Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse, “Middlesex” di Eugenides, “Bonjour tristesse” di F. Sagan e poi ancora “Animal factory” di Bunker. Amo Pennac e Fante e Palahniuk, e … meglio se mi fermo.
12. Com’è pubblicare con un colosso come la Mondadori?
È mettersi alla prova costantemente, dimostrando romanzo dopo romanzo la mia professionalità. Ci sono tempi di consegna precisi da rispettare e lavoro a stretto contatto con grandi professionisti. Un grande onore ma anche una grande responsabilità.
13. Che progetti hai per il futuro?
Sono al lavoro su alcuni progetti che spero di potervi annunciare al più presto, tra cui una nuova serie a fumetti.
14. Come ti vedi tra dieci anni?
Spero più saggia.
15. Ci lasceresti con una citazione dal tuo nuovo romanzo?
“Mia madre diceva che sono come un gatto rosso. Me ne sto sempre per i fatti miei e, se qualcuno si avvicina troppo, graffio. Ma è solo perché i gatti rossi sono diversi dagli altri, sono più visibili ai predatori e, di conseguenza, devono proteggersi di più”.


Sono i tuoi poteri che si stanno risvegliando. Succede a ognuna di noi, al compimento dei diciassette anni. Sei una strega, Zoe. E lui è un Inquisitore.
Trama: Zoe ha gli occhi gialli come quelli di un animale selvatico. Non ci sarebbe nessun problema se fosse un gatto o una civetta, ma non potendo volare via, un giorno ha dovuto imparare a graffiare. Da allora è Zoe la cattiva e i suoi unici amici sono Chloe, perennemente innamorata del ragazzo sbagliato, e il pianoforte. Solo quando si abbandona alle sue note Zoe riesce a riempire il vuoto che ha dentro e a lenire il dolore per la perdita di sua madre, morta in un misterioso incidente. Il suo cuore è una pietra, e Zoe è convinta che non si innamorerà mai. Fino a quando nella sua vita non irrompe Sebastian, un ragazzo dagli occhi di smeraldo capace di strappare via il velo che la protegge dal mondo. Eppure Sam, proprietaria della caffetteria Bloody Mary, la mette in guardia: Sebastian è pericoloso, e lei dovrà rinunciare al suo amore. Zoe è disperata: come può ucciderla l’unica cosa che l’abbia mai fatta sentire viva? La risposta è sepolta in un lontano passato, un tempo buio in cui un Inquisitore arse sul rogo la stessa strega che lo infiammò d’amore…
L'autrice: BARBARA BARALDI è autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti. Scrive per Mondadori la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone».        Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono pubblicati in nove Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Alcuni titoli: «La bambola dagli occhi di cristallo», «Lullaby – La ninna nanna della morte», «La casa di Amelia». Ha sceneggiato la storia «Il bottone di madreperla», pubblicata su Dylan Dog color fest n.9. Il suo romanzo più recente è «Un sogno lungo un’estate» (Einaudi).


2 commenti:

  1. complimenti all'autrice e alla intervistatrice e grazie di cuore, leggerò senza dubbio il romanzo grazie ^_^

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  2. Una bella intervista.
    E complimenti alla scrittrice per le risposte che denotano una persona appassionata del proprio "lavoro"
    Ti auguro che lo scrivere rimanga una bisogno e non diventi mai un dovere.

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