lunedì 25 febbraio 2013

Giveaway "Un biglietto di sola andata per Berlino" di Angela Parise!

Eccoci qui con un nuovo giveaway tutto per voi!

Oggi la protagonista è Angela Parise, scrittrice genovese, che mette in palio premi succulentissimi :)
Veniamo subito al regolamento.

1. Diventare follower del blog "Il Giornale del Libro"
2. Dare una spulciata al sito della scrittrice (http://angelaparise.jimdo.com/i-libri/) e indicare mi piace sul tasto "indica che ti piace su facebook" o lasciare un commento sul sito.
3.condividere l'evento su facebook e/o su twitter.
4. Commentare questo post con una frase su "cosa ti ricordi di un tuo amore di quando eri ragazza/o"? "Perché - spiega l'autrice - ho scritto la prima versione di questo libro quando avevo sedici anni e a questo libro sono legati i ricordi di quando ero ragazzina"
Premi:
Primo classificato: una copia in cartaceo dei tre romanzi della scrittrice: Il buio e la luce, Un biglietto di sola andata per Berlino e Il fatidico giorno prima.

Secondo classificato: una copia di Un biglietto di sola andata per Berlino e un altro libro a scelta

Terzo classificato: una copia di Un biglietto di sola andata per Berlino.

Ognuno dei quali corredato da personale segnalibro

Cosa aspettate a partecipare? :) 

Il giveaway inizia oggi e terminerà l'11 marzo..


Buona fortuna!


Un biglietto di sola andata per Berlino
Trama: Narra le vicende di Marta, giovane studentessa genovese che, dopo aver vinto una prestigiosa borsa di studio in un importante università berlinese, parte per la capitale tedesca dove è ospite di una famiglia del posto. L'incontro con Hans, cinico banchiere berlinese incattivito dagli eventi e dal poco affetto ricevuto, scombinerà gli eventi: riuscirà a farlo innamorare? Riuscirà a cambiare il suo ombroso ed indisponente modo di fare? Una ricca storia di amore e di amicizia, tutta da scoprire: sullo sfondo, Berlino.



Il Buio e la luce
Trama: Si tratta di un corposo romanzo corale che tratta la storia di una numerosa famiglia meridionale a partire dagli anni '40 ai giorni nostri.
La vicenda parte quando Maria Grazia, pianista di un piccolo paese della Calabria rimane vittima di un grave incidente automobilistico nel quale entra in stato di coma vigile; ricoverata d'urgenza, viene presa in cura da una promettente neurologa convinta che lei, dal suo stato possa rendersi conto di quanto le gira intorno: a tale scopo, ogni membro della sua famiglia è invitato a parlarle di sé.
Nasce così l'accurata saga famigliare della famiglia De Vito, raccontata a Maria Grazia per bocca delle donne della famiglia.
Ma c'è un solo interrogativo: Maria Grazia è davvero presente? Come andrà a finire?

Il fatidico giorno prima - un'astronave per il cielo
Trama: La storia è quella di Milena e Sofia, due amiche di social network per così dire che, per puro caso si sposano lo stesso giorno e per un caso ancora più strano perdono ambedue la madre a poche settimane dalle nozze.
In una lunga telefonata la sera prima dello sposalizio, pensano di dedicare quella particolare vigilia al racconto della biografia delle loro madri: conosceremo così le vicende di due donne di straordinario carattere, Rosa e Pierangela e delle loro tormentose esistenze.

11 commenti:

  1. quando ho visto per la prima volta il ragazzo che mi piaceva il mio cuore è partito sentivo come se ci fosse un qualche filo che ci unisse era una sensazione stupenda nn potevo più fare a meno di lui... è meraviglioso provare determinati sentimenti *_* è uno dei periodi della mia vita che nn scorderò mai...

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    1. ho condiviso l'evento su twitter:
      https://twitter.com/CSonietta/status/306105378557538305

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  2. Mmm... qualche ricordo di amori da ragazza... direi che un ricordo vivo è quello del primo "amore" - seppur chiamarlo amore a quell'età sia un po' esagerato dato che ci si innamora di continuo. Comunque il primo ragazzo per cui persi la testa all'inizio mi fece credere che fosse interessato a me, poi invece non mi degnò più di un'occhiata, il che mi fece molto soffrire :(

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  3. Ricordo l'attesa, l'aspettativa, la speranza. E i batticuori, le farfalle nello stomaco, la gioia nel rivedersi, la paura. Un sentimento puro e acerbo in attesa di sbocciare con calma, con la speranza tipica giovanile, la voglia di scoprire, di affrontare senza sapere bene cosa aspettarsi dal futuro se non un amore grande.

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  4. L'aroma di the nero satura la stanza e sorseggio lentamente la bevanda bollente mentre preparo il materiale di lavoro.
    Accarezzo il contenitore di pelle scamosciata. Con cautela lo apro. Ci sono diverse matite, dei pennelli e tutti gli strumenti che servono per dipingere.
    Fisso la tela e comincio.
    L'odore di grafite si impregna persino sui polpastrelli delle dita, traccio le linee con precisione, socchiudo un attimo gli occhi, respiro quell'emozione. Sì, sono ispirata e posso proseguire.
    Cambio matita, serve un tratto più morbido e rotondo, ogni mina ha il suo odore, ormai le riconoscerei a occhi chiusi.
    Ho finito il bozzetto e mi appresto a colorare.
    Svito i tubetti di alluminio e verso un po' di tempera nella ciotolina di ceramica. Le setole del pennello sono morbide, le passo nell'acqua e intingo la punta nel giallo.
    I tratti corrono veloci e quel colore mi fa ricordare il sole che a mezzogiorno cadeva a picco sulle nostre teste mentre noi cercavamo di ripararci sotto gli alberi. E per rinfrescarci, dopo la scuola facevamo sempre una capatina in spiaggia per un tuffo e qualche sguardo complice. Mi sembra di riuscire a percepire l'odore di salsedine e baci. La sensazione è tangibile e passo la lingua sulle labbra come a ricercare quei ricordi.
    Il pennello adesso è asciutto. Lo inumidisco di nuovo e intingo la punta nel verde.
    Traccio altre linee e mi rivedo adolescente con te, mentre andiamo in pineta a fare merenda: ci sono lunghe siepi di pitosforo, piccole perle bianche racchiuse in uno scrigno di foglie verde intenso. Sento il profumo dei fiori che sbocciano, il ronzio delle api che cominciano a impollinare e l'abbaiare di qualche cane che si gode la bella stagione.
    Mi lascio trasportare a lungo dai pensieri, mentre veloce coloro tutto il quadro.
    Il disegno è quasi finito. Manca solo il marrone.
    Definisco i dettagli e ripenso al legno di pino dei banchi di scuola, sento l'odore di quei momenti, di quando finita l'estate ti incontravo ancora, si conoscevano i nuovi compagni e si aveva timore per il l'anno di studi che cominciava. Marrone di mandorla amara, il dopobarba che mettevi la domenica mattina per andare a messa. Marrone di caldarroste, che facevamo nella padella bucata e mangiavamo davanti al camino scoppiettante. Marrone che preannunciava l'arrivo dell'inverno con il suo odore di neve e noi due davanti al camino.
    Mi allontano un po' e osservo il dipinto. E' molto bello.
    Accarezzo il contorno dei capelli e dei vestiti, mi sembra di sentirti vicino a me. Respiro il tuo profumo attraverso le tempere e sfioro con le labbra il tuo viso.
    Un ultimo bacio commosso poi finisco il the ormai freddo.
    Mi sorridi dalla tela e sembri felice come quando eravamo ancora insieme.

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  5. Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Grazie Angela, sei molto gentile... e le tue parole mi scaldano il cuore! Mi sono accorta di una ripetizione e un refuso derivanti dal copia e incolla, ma spero si possa passare sopra.
      Un abbraccio.
      Sonia

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  6. Si dice che il tempo porti via poco per volta l'intensità di un'esperienza dolorosa ma anche l'euforia di una grande felicità, io invece ricordo ancora com'è andata nonostante siano trascorsi tanti anni. Eravamo al mare, il freddo insistente di febbraio sembrava non toccarci minimamente allora. Seduti, parlavamo delle nostre vicende come sempre. Eravamo amici da mesi, gli volevo davvero un gran bene. Poi mi ha raccontato di una sua esperienza molto intima, di colpo mi sono sentita vicinissima a lui. Non ho mai saputo spiegarmi una simile familiarità. Rimasi perplessa a lungo, non capivo cosa stesse accadendo. L'improvvisa necessità di sentirlo ancora parlare, di vederlo sorridere, di stringergli la mano diventava di giorno in giorno più forte. Avrei voluto essere la sua compagna, ma non avevo pretese e non avrei mai voluto costringerlo ad una relazione considerata la sua giovanissima età. Era solo un ragazzino come tanti con la passione per la musica, alto e con degli occhi dolci spesso persi nel vuoto. Avrei fatto qualsiasi cosa per renderlo felice, indipendentemente dal nostro rapporto. Volevo solo che avesse tutto dalla vita, che realizzasse qualunque suo sogno o progetto. E da lontano gli auguro ancora tutto questo.

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  7. Sono ancora molto giovane quindi potrò raccontarvelo tra qualche anno...:)
    Posso dirvi che alla nostra età credo che si viva ogni momento con grande intensità.

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  8. Del mio amore da ragazza ricordo ogni istante. I tempi erano diversi da oggi, ci si prometteva fedeltà eterna, unione finchè morte morte non separa, assistenza in salute e malattia... e tante altre sciocchezze.
    L'unica realtà del mio amore è che ho sposato l'uomo di cui ero innamorata, il primo e unico a dire il vero, e che dopo 45 anni di matrimonio mi ha lasciato semplicemente dicendo che non mi amava più. Strana la vita: lavori e fai sacrifici finchè sei giovane per garantirti una vecchiaia serena, con i figli adulti e i nipoti che ti chiamano nonna e poi tutto crolla, all'improvviso, per colpa di un uomo su cui avevi riposto tutte le tue aspettative e a cui avevi regalato la tua fiducia.
    Ma perché non mi ami più? Non sono stata una brava moglie? Ho forse trascurato i figli? No, perché vuoi essere libero.
    Assurda parola “libero”, come se prima avessi avuto le catene, parola che ti deresponsabilizza da quello che in realtà è il tuo bisogno: trasgressione, avventure, vita senza freni e chissà cos'altro ancora. Ho molta amarezza, ma mi ostino a ricordare ancora solo le cose belle del mio amore: il batticuore, il nostro sì all'altare, le lotte combattute a fianco a fianco e vinte insieme.
    Solo questo mi resta a cui aggrapparmi per i miei giorni futuri, la convinzione che è finita ma che per tanti anni è andata avanti al massimo delle aspettative.
    Non serbo rancore nei tuoi confronti, ma solo rimpianti verso me stessa... perché quando un amore è al capolinea bisogna trovare la forza di voltare pagina e ricostruirsi una vita con al centro noi stessi: le uniche persone che non ci deluderanno mai.

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