venerdì 5 aprile 2013

Mondi velati presenta "La Reliquia del Gran Maestro" di Massimo Centini

Mistero e Storia nel nuovo eBook di Mondi Velati!
 
Quello tra la Sindone e i Cavalieri Templari è un rapporto particolarmente problematico, che spesso fa storcere il naso agli studiosi. 
Massimo Centini, con rigore e senza enfasi, ha raccolto in questo volume un’ampia documentazione sull’argomento, facendo un po’ d’ordine e separando la storia dal mito e della leggenda. 
Naturalmente risulta evidente che il binomio Sindone-Cavalieri Templari è problematico e pericoloso.
 Problematico perché i metodi dell’analisi storica e culturale spesso devono fare i conti con la scarsità di fonti; a ciò si aggiunga che un certo numero di fonti sono oltretutto attraversate da un corpus di miti e leggende prodotte dalla storiografia del XIX secolo.
È pericoloso perché contrassegna il lino di Torino con toni mitici che, nel corso dei secoli, hanno condotto lontano anni luce dalla realtà.
 
In un vortice di ricostruzioni più adatte alla sceneggiatura di un film con Indiana Jones che all’indagine dello storico o dell’archeologo, Sindone, Graal (in misura minore l’Arca dell’Alleanza) e Templari sono diventati una sola cosa. 
Questi soggetti risultano così inscindibili e parte integrante di una storia “altra”, parallela, che, a detta di un certo numero di studiosi ancora condizionati dalle riletture mitiche effettuate dalla cultura del Romanticismo, sarebbe stata volutamente oscurata per motivi sempre diversi.


La storia dei Templari, di cui spesso il grosso pubblico conosce solo i tratti maggiormente inquietanti, cioè quelli più tragici o avventurosi, è caratterizzata da peculiarità che sono soprattutto di ordine politico, finanziario, giuridico e inquadrate in uno scacchiere geografico dominato da istanze in cui, tragicamente, gli aspetti materiali avevano un peso molto superiore a quelli spirituali. 
Dobbiamo inoltre ricordare che la caratura esoterica che ha contrassegnato (e ancora contrassegna) l’esperienza dei monaci-guerrieri, è soprattutto il frutto di un processo successivo alla loro presenza oggettiva nella storia tra XII e XIV secolo. 
Infatti, si tratta dell’effetto della rilettura in chiave mitica dell’epopea dei Templari e delle loro relazioni con la Sindone: tutto ciò ha determinato uno stravolgimento sia dell’immagine autentica del Sacro Lino che del ruolo storico dei Cavalieri
Templari.

Eppure, questa distorsione funziona da sempre, perché soddisfa quell’urgenza 

di mistero che continua a essere uno degli elementi del moderno successo incontrato dalle vicende che hanno come protagonista questo ordine cavalleresco, creato intorno al 1120 con la funzione di difendere la Terra Santa, costituito da monaci-guerrieri e che raggiunse un potere straordinario. L’ascesa, e soprattutto l’autonomia, dei Templari ebbero un effetto deleterio, poiché furono l’origine della loro fine. Una fine che ha una data ufficiale: 18 marzo 1314, il giorno del rogo di Parigi.
 
L’autore
 
Massimo Centini (1955): laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell''Università di Torino ha operato a contratto con università e musei italiani e stranieri. Tra le esperienze più recenti: a contratto nella sezione “Arte etnografica” del museo di scienze naturali di Bergamo, ha insegnato antropologia culturale all'Istituto di Design di Bolzano. Ha condotto numerosi studi dall'antropologia all'arte. Attualmente collabora con l'Università popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia culturale; insegna “Storia dell'antropologia criminale” ai master di Criminologia organizzati dal “Santo Spirito” di Roma e ai corsi organizzati dal MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano. Scrive su Avvenire, Tutto Scienze, la Stampa e collabora con Radio Rai.
 
La casa editrice:
 
Mondi Velati ha scelto di orientare la sua attività all'editoria digitale credendo in questo strumento che a tutti gli effetti sta trasformando nel complesso l’editoria, rendendo accessibile ad un numero sempre maggiore di utenti la conoscenza racchiusa in ogni libro. Ogni opera è un viaggio unico e come tale risiede nella fantasia delle immagini che riusciamo a creare nella nostra mente mentre sfogliamo le sue pagine e quale genere meglio si avvicina all'idea di letteratura se non il fantasy dove a primeggiare sono il mito, il soprannaturale, l'immaginazione, il simbolo ed il surreale. Dove la scienza rimane fuori dalla porta, un modo di vivere la scrittura che si lega naturalmente anche all'illustrazione.
Accanto al fantasy Mondi Velati si occupa anche di ermetismo, molto spesso erroneamente considerato un genere eccessivamente aulico. Il termine derivante da Ermete, il Dio delle scienze occulte, in qualche modo ci rimanda al mistero che avvolge anche il genere fantasy e che attraverso le sue analogie si presta a più piani di lettura. Ed è proprio il fascino di questi diversi piani e la possibilità di un’interpretazione personale che ha avvicinato l’interesse della casa editrice verso questo genere letterario. Mondi Velati attraverso le sue scelte editoriali uniche vuole essere essa stessa un nuovo piano di lettura per offrire un orizzonte diverso da tutti gli altri.


2 commenti:

  1. Molto interessante, grazie per il consiglio. affascinante e pieno di domande e risposte su un argomento ricco di mistero.

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  2. carino ^_^ grazie Monica Finotello

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