giovedì 25 aprile 2013

"Ogni giorno" di David Levithan


Sogno, incubo, attrazione. 
Non basta perdere se stessi per smettere di amare.

Ogni giorno
David Levithan
Rizzoli
Prezzo: 15 €


Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione. E Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile, e pian piano la loro relazione si fa più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…

L'autore.


David Levithan è nato nel 1972 in New Jersey. È da anni direttore editoriale di Scholastic Press e fondatore di PUSH, il marchio Scholastic impegnato nella ricerca di nuove voci e nuovi autori. Con Rizzoli ha pubblicato Boy Meets Boy, vincitore del Lambda Literary Award.

Un estratto.

Giorno 5994
Mi sveglio. Devo immediatamente capire chi sono. E non mi riferisco solo al corpo. Non basta aprire gli occhi e scoprire se la carnagione del mio braccio è chiara o scura, se ho i capelli lunghi o corti, se sono grasso o magro, maschio o femmina, se ho cicatrici o una pelle liscia e vellutata. Il corpo è la cosa più semplice a cui adattarsi quando si è abituati ad averne uno nuovo a ogni risveglio. È la vita, il contesto attorno al corpo, che a volte è difficile comprendere. Ogni giorno sono una persona diversa. Sono me stesso – so di essere me stesso – ma nello stesso tempo sono qualcun altro. È sempre stato così. Le informazioni di cui ho bisogno sono lì che mi aspettano. Mi sveglio, apro gli occhi, mi rendo conto che questo è un nuovo mattino, un nuovo posto. Ecco affiorare i dettagli biografici, un regalo di benvenuto da parte di quell’angolo della mente che non mi appartiene. Oggi sono Justin. Non so come, ma lo so. Mi chiamo Justin. Allo stesso tempo, però, so di non essere davvero Justin. Mi limiterò a prendere in prestito la sua vita per un giorno. Con un’occhiata capisco di trovarmi in camera sua. Questa è casa sua. La sveglia si disattiverà fra sette minuti. Non sono mai la stessa persona due volte, ma in passato sono già stato un tipo simile a Justin: vestiti sparsi dappertutto; molti più videogiochi che libri. Justin dorme in boxer. Fuma, a giudicare dal sapore che ha in bocca, ma non tanto da desiderare una sigaretta appena sveglio. «Buongiorno, Justin» dico per ascoltare il suono della sua voce. Basso. La voce nella mia mente è sempre diversa. Justin non si prende molta cura di sé. Il cuoio capelluto prude. Gli occhi non vogliono saperne di restare aperti. Non ha dormito molto.

Potete vedere il booktrailer QUI.

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