martedì 21 maggio 2013

Racconto "Follie Notturne" di Debora Scarico


Incipit: "Era una notte buia e tempestosa, si dice che le storie migliori inizino così, o con il più classico “C’era una volta”.
Nel mio caso però non può essere utilizzato, quello che sto vivendo è purtroppo nel presente, questo orribile presente che mi è caduto addosso come un macigno, facendomi ricordare di quanto il destino si diverta a prendersi gioco di ognuno di noi.
Tutto sembrava andare per il meglio, il lavoro mi gratificava e all’orizzonte c’era aria di promozione.
Non litigavo con nessuno dei miei parenti da ben tre mesi ed ero felicemente single.
Tutto fino a quella notte.
Ero appena uscito dal pub dopo una serata tra amici, la pioggia scrosciante batteva sui finestrini della mia auto.
A un tratto i fari individuarono qualcosa sulla strada, fermai la macchina, scesi e mi avvicinai.
Ciò che vidi mi sconvolse…"

Un orso, bighellonava tutto tranquillo, per le strade deserte della periferia di Milano. Erano passate da poco le quattro del mattino, per fortuna a quell'ora le genti stavano ancora dormendo, ognuno nelle proprie case. Ero bagnato fradicio, la pioggia cadeva talmente copiosa che, aveva riempito alcuni dislivelli della strada, formando delle pozzanghere molto ampie. La vista di quell'animale, mi aveva scombussolato.
“Che ci fa, un orso, in giro per Milano?”
Cominciai a sentirmi i piedi umidi, distolsi lo sguardo da quel bestione ambulante e mi osservai le scarpe. Erano in ammollo nell'acqua.
“Ecco... la mia solita fortuna!”
Alzai lo sguardo in cerca dell'orso ma, era scomparso. In quell'istante mi resi conto che la pioggia non mi bagnava più, pur continuando a cadere tutta intorno a me. Istintivamente guardai in alto, avevo un ombrello che mi copriva. La domanda mi venne spontanea.
“Chi tiene l'ombrello?”
Mi girai, per capire chi mi stesse aiutando. Non potevo crederci... l'orso era lì, affianco a me e teneva perfettamente l'ombrello. Ci guardammo, alcuni istanti di silenzio, vennero bruscamente interrotti da un urlo che lanciammo in contemporanea.
L'animale, eretto su due zampe, fu perfettamente capace di aprire la portiera, del lato conducente, dell'auto. Entrò e si chiuse al suo interno. Annusò lo stereo e lo accese, come se nulla fosse. Rimasi sbigottito dalla sapienza mostrata dall'orso. Gridai, nel tentativo di riprendere possesso della mia auto ma, la belva mi fissò pochi istanti e alzò il volume della musica, per non sentire più le mie grida.
«Togli quelle zampe dalla mia auto!»
L'animale, stufo di sentirmi, prese a squarciare i sedili, prima anteriori e successivamente quelli posteriori, con le unghie affilatissime, facendomi una linguaccia.
«Nooooo!»
Aprii gli occhi, ero ancora nel mio letto. Squillò il telefono.
«Ciao Mario! Fatti trovare pronto stasera, vengo a prenderti per le otto e mezza. Andiamo tutti a bere qualcosa in qualche pub».
Rimasi in silenzio una manciata di secondi...
«No, grazie! Ho già avuto la mia avventura folle, stanotte!”



7 commenti:

  1. Ma che carino l'orsetto! ;-)
    Debby

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    1. Grazie Sonya! Felice di saperlo. ^__^

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  3. Troppo carina la parte dell'orso!
    Dovresti continuarlo e tirarne fuori un storia per bambini ^_^ potrebbe funzionare.

    Poi "Mario" beh il nome tutto un programma!

    Bravaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Debby!

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    1. HAHAHAHAHAAH! Grande Mario! Potrebbe essere un'idea! ^__^
      Magari illustrata! Che dici?
      Vedo che riesco a fare! Grazie! ^^

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  4. Carina la storia dell'orso..
    Surreale e divertente..complimenti..claudia

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